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Data: 18/06/2009

ESAGRAMMA DEL MESE, GIUGNO-LUGLIO

YI JING (I-CHING) 

易經

 Esagramma del mese, a cura di Andrea Biggio

 

http://blog.myspace.com/andreabiggio

 

 La serie degli esagrammi del Calendario.

Fanno parte, di questa serie di dodici esagrammi, quelli nei quali la proporzione e la complementarit¨¤ tra i due movimenti yin/yang, esistente in modo variabile all¡¯interno di ogni figura, ¨¨ associata al mutamento del rapporto tra luce ed ombra, cos¨¬ come cambia nel corso dell¡¯anno.

 

Esagramma 1: Qian

  Lo Slancio Creativo

Inizi di giugno-inizi di luglio

 

Nel ciclo delle stagioni ci troviamo all’inizio della stagione estiva. Dopo l’esagramma 43, Mostrarsi Risoluti, Lo Straripamento, la Decisione, segue l’esagramma 1 Il Creativo, che apre il libro primo, sezione prima, dell’ Yi Jing: dopo la fioritura primaverile ecco arrivare il periodo dei frutti. Nella figura di questo esagramma, l’accumulo di linee yang  completa la salita dal basso, occupando tutti i sei posti, e, dopo aver  eliminato  l’ultima oscurità  yin, genera il culmine della luce, cioè il solstizio d’estate (etimologicamente dal latino “sol” sole  e “stitium, sistere”, stare 21 giugno). Si ricorda che in Cina gli equinozi e i solstizi rappresentano il centro delle quattro stagioni e non già l’inizio, come da noi.

 

 

 QIAN è il nome dell’esagramma.

 

Vuol dire cielo, firmamento, mascolino, il sovrano.

L’ideogramma è molto antico e poco usato fuori dall’Yi Jing. E’ formato da due gruppi: a destra un germe, ancora celato sotto terra, che riceve il primo impulso a nascere; a sinistra un sole tra piante, sopra, e radici, sotto, a simboleggiare tutto l’esistente dal più alto al più profondo. Il sole, che levandosi ogni mattina penetra tra le foglie delle piante per far sentire la sua forza fino alle radici, è preso come simbolo per designare la causa misteriosa di tutte le cose perché, con il suoi ritmi dona alla terra Luce e Vita e il suo regno è il cielo.

 

 

Le sei linee rappresentano il pieno dispiegamento delle qualità yang: soprattutto forza, fermezza ed energia d’attivazione.

E’ detto: “così il Nobile Uomo rende sé stesso forte ed instancabile”.

Il movimento vigoroso ripetuto del Cielo (presente sia nel trigramma di sotto che in quello di sopra) indica che è presente un forte potenziale d’iniziativa, della capacità di far sorgere il nuovo ed a promuoverne la sua realizzazione. Il Cielo è il simbolo di questa energia creativa e il volo del Dragone è la metafora dell’uso possente, ma equilibrato, di questa forza.

 

 

Il Dragone è un animale dell’immaginario umano che, onnipresente nella mitologia cinese, emerge dalla profondità delle acque per volare nel cielo, simbolo della forza e dell’energia yang. In Cina lo si vede tuttora dappertutto ma, a differenza del Drago occidentale che sputa il fuoco distruttore e viene combattuto da eroi e santi, in Estremo Oriente esso è un animale acquatico che “sputa” acqua feconda sugli uomini ed è considerato simbolo del “Verbo Creatore”. Nel ciclo delle stagioni, il Dragone cinese è così simbolizzato: in inverno (yin culminante), è immobile nel fondo dei fiumi per riempirsi di acqua; in primavera (yang nascente), si sveglia in mezzo ai tuoni e ai lampi dei temporali per lanciarsi verso il cielo; in estate, (yang culminante) lo vediamo volare nelle altezze del cielo da dove sparge, sotto forma di pioggia feconda, l’acqua accumulata nel profondo dei fiumi perché sulla terra si possano riattivare le forze creative; infine, in autunno (yin nascente), ridiscende verso i fiumi allo scopo di restaurare le sue forze e rifocillarsi nuovamente di quell’acqua, simbolo di saggezza.

In occidente vi è una simbologia, alchemica e psicologica, analoga: l’Uroboro, che è il simbolo egiziano del drago che si mangia la coda, l’uno in sé stesso. Archetipo junghiano della totalità, di ciò che è indifferenziato, rappresenta l’avvio del “processo d’individuazione”, lo sviluppo della personalità, perché da esso (il cerchio, il rotondo) ogni cosa ha origine.

 

L’Autore:

 
Andrea Biggio si occupa dello studio dell’I CHING da più di venti anni. E’ membro del "Cercle Yi Jing di Parigi", ed è collaboratore di Pierre Faure, docente e fondatore del centro. Ha eseguito specifici studi e ricerche per l’approfondimento della materia, con approccio psicologico/junghiano, compiuti a Roma con il Prof. Giuseppe Donadio, psicanalista e psichiatra, ed a Firenze con il Dott. Gilberto Briani, Psicologo e Psicoterapeuta Bioenergetico.
Nel 2002 decide di dedicarsi principalmente allo studio dell’I Ching, concludendo la sua attività lavorativa come direttore della filiale di Firenze di un istituto di credito, facente parte di un gruppo bancario di primaria importanza.

Andrea Biggio, attualmente, tiene anche corsi di cucina naturale, macrobiotica e biodinamica. E’ inoltre l’autore del blog "Come cucinare la nostra vita": http://blog.myspace.com/andreabiggio

 
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